Paroxetina, paxil

Paroxetina ( Paxil, Pexeva, Dropaxin, Eutimil): EFFETTI COLLATERALI, CONTROINDICAZIONI, POSOLOGIA, DOSAGGIO, INDICAZIONI E DOSI

Nome Generico: paroxetina  Marchi: Paxil, Paxil CR, Pexeva, daparox,  dropaxin,  eutimil,  paroxetina actavis   paroxetina almus, paroxetina aurobindo, paroxetina doc generici, paroxetina eg, paroxetina germed , paroxetina hexal, paroxetina mylan generics, paroxetina pensa, paroxetina pfizer , paroxetina ranbaxy italia, paroxetina ratiopharm, serestill, sereupin, seroxat, stiliden Disponibilià: solo su prescrizione Categoria di Gravidanza: D, prove positive di rischio

Che cosa è la paroxetina?

La paroxetina è un antidepressivo che rientra nel gruppo di farmaci chiamati, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). La paroxetina agisce sulle sostanze chimiche del cervello che possono essere instabili.

La paroxetina è usata per il trattamento della depressione, per il disturbo ossessivo-compulsivo, per idisturbi d’ansia, per il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e per il disturbo disforico premestruale (PMDD).

La paroxetina può essere usata anche per scopi che non elencati in questa guida.

Informazioni importanti sulla paroxetina

Non prendete la paroxetina con il pimozide (Orap), tioridazina (Mellaril), linezolid (Zyvox), blu di metilene (Urolene blu), o un inibitore della monoamino ossidasi (MAO) come furazolidone (Furoxone), isocarbossazide (Marplan), fenelzina ( Nardil), rasagilina (Azilect), selegilina (Eldepryl, Emsam, Xilopar), o tranilcipromina (Parnate). Un’interazione pericolosa con questi farmaci potrebbe verificarsi, causando gravi effetti collaterali.

Prima di prendere la paroxetina, informate il medico se avete malattie epatiche o renali, problemi di sanguinamento o disordini della coagulazione del sangue, convulsioni, glaucoma, disturbo bipolare o una storia di abuso di droga o pensieri suicidi.

Ci sono molti altri farmaci che possono interagire con la paroxetina. Informate il medico su tutti i farmaci che state usando. Ciò include sia quelli da prescrizione che i prodotti da banco, le vitamine e le erbe. La paroxetina può causare danni al feto. Informate il medico immediatamente se siete in gravidanza durante il trattamento con la paroxetina.

La paroxetina può causare difetti cardiaci o problemi polmonari gravi in ​​un neonato, se si prende il farmaco durante la gravidanza. Tuttavia, potreste avere una ricaduta della depressione, se si smette di prendere questo antidepressivo durante la gravidanza.

Non avviate o interrompete l’assunzione della paroxetina durante la gravidanza senza il parere del medico.

Potreste avere pensieri di suicidio, quando si inizia a prendere un antidepressivo, soprattutto se avete meno di 24 anni. Il medico dovrà controllarvi con delle visite periodiche per almeno le prime 12 settimane di trattamento.

Segnalate eventuali nuovi sintomi o  il peggioramento al vostro medico, come ad esempio: i cambiamenti di umore o di comportamento, ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno o se vi sentite impulsivi, irritabili, agitati, ostili, aggressivi, irrequieti, iperattivi (mentalmente o fisicamente), più depressi del solito o avete pensieri di suicidio.

Prima di prendere la paroxetina

Non prendete la paroxetina con il pimozide (Orap), tioridazina (Mellaril), linezolid (Zyvox), blu di metilene (Urolene blu), o un inibitore della monoamino ossidasi (MAO) come furazolidone (Furoxone), isocarbossazide (Marplan), fenelzina ( Nardil), rasagilina (Azilect), selegilina (Eldepryl, Emsam, Xilopar), o tranilcipromina (Parnate). Una interazione farmacologica pericolosa potrebbe verificarsi, causando gravi effetti collaterali. È necessario attendere almeno 14 giorni dopo la sospensione di un inibitore MAO prima di poter prendere la paroxetina.

Informate il medico di tutti gli altri antidepressivi che state prendendo, in particolare Celexa, Cymbalta, Desyrel, Effexor, Lexapro, Luvox, Oleptro, Prozac, Sarafem, Symbyax, Viibryd, o Zoloft.

Per essere sicuri che potete tranquillamente prendere la paroxetina, informate il medico se avete una qualsiasi di queste altre condizioni:

  • Malattie del fegato o renali;
  • Problemi di sanguinamento o disordini della coagulazione del sangue;
  • Convulsioni o epilessia;
  • Glaucoma
  • Disturbo bipolare (psicosi maniaco-depressiva) o una storia di abuso di droga o pensieri suicidi.

Potrese avere pensieri suicidi durante l’assunzione di un antidepressivo, soprattutto se avete meno di 24 anni. Informate il medico se avete un peggioramento della depressione o avete pensieri suicidi durante le prime settimane di trattamento, o dopo che avete cambiato la dose.

La famiglia o i medici devono anche essere attenti ai cambiamenti di umore e ai sintomi. Il medico dovrà controllarvi con visite periodiche per almeno le prime 12 settimane di trattamento.

La paroxetina può causare difetti cardiaci o problemi polmonari gravi in ​​un neonato, se prendete questo farmaco durante la gravidanza. Tuttavia, potreste avere una ricaduta della depressione, se smettete di prendere gli antidepressivi durante la gravidanza. Informate il medico immediatamente se avete una gravidanza durante il trattamento con la paroxetina. Non avviate o interrompete l’assunzione di questo medicinale durante la gravidanza, senza il parere del medico. La paroxetina può passare nel latte materno e può danneggiare il bambino che si nutre del vostro allattamento. Non usate questo farmaco senza dirlo al medico, se state allattando un bambino.

Avvertenze della paroxetina per la gravidanza

Il comitato dei ginecologi, raccomanda di evitare l’uso della paroxetina per le donne in gravidanza e anche per quelle che pianificano una gravidanza. Uno studio ha riportato che la paroxetina non sembra essere associata ad un aumentato rischio dei difetti cardiovascolari dopo l’uso in gravidanza, in quanto l’incidenza di oltre 3.000 bambini rientra all’interno della incidenza popolazione di circa l’1%. Gli effetti sul neonato, sono stati coerenti sia con un effetto tossico diretto e sia con la sindrome da sospensione del farmaco. In alcuni casi, il quadro clinico è stato coerente con la sindrome da serotonina. Uno studio, ha confrontato 267 donne esposte a un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI),  in relazione all’uso della fluvoxamina, paroxetina e sertralina. L’esposizione alla SSRI non è stata segnalata per essere associata all’aumento rischio delle malformazioni maggiori, con alti tassi di aborto spontaneo, nati morti o prematurità. Il peso medio alla nascita dei neonati era simile alle normali età gestazionali. Lo studio ha poi concluso che, la fluvoxamina SSRI, paroxetina e la sertralina, non sembrano aumentare il rischio teratogeno se usati con le dosi raccomandate. Uno studio sulla base dei dati nazionali svedesi sui neonati, ha valutato donne esposte agli antidepressivi durante il periodo di ​​gravidanza. Il farmaco in questione era la paroxetina. Lo studio ha riportato un aumento del rischio di malformazioni cardiovascolari (principalmente ventricolari e difetti del setto interatriale) nei neonati esposti alla paroxetina. Il tasso dei difetti cardiaci è stato del 2%, per i neonati esposti alla paroxetina all’inizio della gravidanza rispetto al normale 1%. Non vi è alcun aumento del rischio complessivo per le malformazioni congenite dovute all’uso della paroxetina durante la gravidanza. Uno studio retrospettivo basato sulla US United Healthcare, ha riportato un trend verso un aumentato del rischio per le malformazioni cardiovascolari nei neonati delle madri che hanno usato la paroxetina, rispetto ai figli di madri che hanno fatto uso di altri antidepressivi durante il primo trimestre di gravidanza. Nove neonati su dodici, delle madri trattate con la paroxetina, avevano difetti del setto ventricolare. Inoltre, questo studio ha suggerito un aumentato rischio per le malformazioni maggiori congenite complessive (comprensivi dei difetti cardiovascolari), per i neonati delle madri trattate con la paroxetina durante il primo trimestre, rispetto ai dati derivanti dall’uso di altri antidepressivi. L’incidenza di tutte le malformazioni congenite a seguito dell’ esposizione nel primo trimestre è stata del 4% per la paroxetina e del 2% per gli altri antidepressivi. L’esposizione alla paroxetina alla fine della gravidanza, sembra essere più frequentemente associata alla sindrome da astinenza neonatale che include i sintomi della depressione respiratoria, scarsa alimentazione, letargia e nervosismo. Inoltre, l’uso della paroxetina all’inizio della gravidanza sembra essere associato ad un aumentato rischio per le malformazioni congenite cardiache. I risultati di uno studio medico indicano che il 30% dei neonati che hanno avuto una prolungata esposizione a SSRI, hanno sintomi di una sindrome di astinenza neonatale (ad esempio, tremore, disturbi gastrointestinali o del sonno, ipertono) dopo la nascita. Gli autori di questo studio, suggeriscono che i bambini esposti alla SSRI devono essere attentamente monitorati per un minimo di 48 ore dopo la nascita. Esistono segnalazioni post-marketing di nascite premature nelle donne in gravidanza esposte alla paroxetina e ad altri SSRI. L’effetto della paroxetina sul parto, negli esseri umani non è noto. Le donne devono avvisare il proprio medico se sono in gravidanza o se intendono intraprenderne  una, durante l’uso di questi farmaci. Vi è un aumento del rischio per l’ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN), in particolare in quelli esposti alla SSRI, fine della gravidanza. Un altro studio medico, ha riportato un aumento di 6 volte del rischio di sviluppare la PPHN per i neonati esposti agli SSRI dopo la 20° settimana di gestazione, rispetto ai bambini che non erano stati esposti agli antidepressivi durante la gravidanza. La PPHN si verifica in circa 1 o 2 casi per 1000 nati vivi nella popolazione generale.

La paroxetina è stata assegnata alla categoria gravidanza D, da parte della FDA. Gli studi sugli animali non hanno rivelato l’evidenza della teratogenicità quando somministrata durante l’organogenesi a dosi fino a 8 volte superiore alla MRHD (sulla base di mg/m2). Non vi sono dati controllati sulla gravidanza umana. Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che i neonati esposti alla paroxetina nel primo trimestre di gravidanza, hanno un aumentato rischio per le malformazioni congenite, in particolare per le malformazioni cardiovascolari. I neonati esposti alla paroxetina nel tardo terzo trimestre, hanno sviluppato complicazioni che richiedono l’ospedalizzazione prolungata, supporto respiratorio e un tubo di alimentazione. Le complicazioni possono presentarsi immediatamente al momento del parto. I risultati clinici, hanno incluso distress respiratorio, cianosi, apnea, convulsioni, temperatura instabile, difficoltà di alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipotonia, ipertonia, iperreflessia, tremore, nervosismo, irritabilità e pianto costante. I neonati esposti agli SSRI in gravidanza possono avere un aumentato rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). Questa condizione è stata associata alla morbidità e mortalità neonatale. L’eclampsia è stata associata all’uso della paroxetina. Sono stati riportati casi di nascite premature nelle donne in gravidanza esposte alla paroxetina. Le donne che intendono avere una gravidanza o sono al loro primo trimestre di gravidanza deve ricevere solo la paroxetina se ritenuta assolutamente necessaria e solo dopo che tutte le altre opzioni terapeutiche sono state prese in considerazione ed escluse. Inoltre, durante il trattamento con la paroxetina nel terzo trimestre, il medico deve considerare con attenzione sia i potenziali rischi che i benefici del trattamento. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che gli SSRI (paroxetina compresa), possono influenzare la qualità dello sperma in alcuni uomini.

Avvertenze della paroxetina per l’allattamento

La paroxetina è stato segnalata per essere escreta nel latte umano. Non ci sono dati sugli effetti negativi per il lattante. Il produttore consiglia cautela nel somministrare la paroxetina alle donne che allattano al seno.

Uno studio condotto su 23 donne che assumevano la paroxetina, durante l’allattamento al seno, ha individuato livelli rilevabili di questo farmaco, presenti in tutti i campioni materni e in 24 dei 25 campioni di latte al seno raccolti. Tuttavia, in tutti i campioni di siero infantile, le concentrazioni della paroxetina erano inferiori al limite di quantificazione. Inoltre, non sono stati riportati effetti insoliti in nessuno dei neonati. Un altro studio ha riportato che la dose relativa ad un lattante di paroxetina, è inferiore a quella riportata per la fluoxetina e per il citalopram oppure superiore a quella riportato per la sertralina o la fluvoxamina. Un caso di studio ha riportato i livelli della paroxetina nel latte materno per essere non rilevabile sui campioni raccolti in 24 ore, tra cui il primo latte e campioni del secondo latte. I risultati hanno rivelato che il livello della paroxetina non era rilevabile.

Come devo prendere la paroxetina?

Prendete la paroxetina esattamente come prescritto dal medico. Non assumete quantità maggiori, minori o più a lungo di quanto raccomandato. Seguite le indicazioni di prescrizione. Il medico può modificare la dose di tanto in tanto per farvi ottenere i migliori risultati.

Non schiacciate, masticate o rompete la compressa a rilascio prolungato. Deglutitela intera. La rottura della pillola può causare la fuoriuscita di troppo farmaco in una sola volta. Agitate la sospensione orale e prima prenderla, misurate la dose. Misurate la dose liquida con uno speciale misurino o cucchiaio. Se non si dispone di un dispositivo di misurazione, chiedetelo al vostro farmacista. Potete aver bisogno di questo farmaco fino a 4 settimane, prima che i sintomi inizino a migliorare. Continuate a utilizzare il farmaco come dascrittovi dal medico, se i sintomi non migliorano dopo le quattro settimane di trattamento.

Potreste avere sintomi di astinenza (come agitazione, vertigini, sensazione di intorpidimento o formicolio, un ronzio nelle orecchie, confusione, o cambiamenti di comportamento), dopo aver smesso di prendere la paroxetina. Non smettete di prendere questo farmaco improvvisamente, senza prima aver parlato con il medico.

Conservate paroxetina a temperatura ambiente lontano da fonti di umidità e calore.

Cosa succede se si dimentica una dose?

Prendert la dose non appena ve ne ricordate. Saltate la dose se è quasi ora della dose successiva. Non prendete la doppia dose, per compensare quella dimenticata.

Cosa succede se si ha un overdose?

Rivolgetevi al medico o chiamate il 118. Un sovradosaggio della paroxetina può essere fatale. I sintomi del sovradosaggio possono comprendere sonnolenza estrema, vomito, tremore, confusione, diminuzione della minzione, visione offuscata, tachicardia, aggressività, convulsioni e coma.

Che cosa devo evitare durante l’assunzione della paroxetina?

Bere alcol, può aumentare alcuni effetti collaterali della paroxetina. Questo farmaco può compromettere il vostro pensiero o le vostre reazioni agli stimoli esterni. Occorre fare particolare attenzione se siete alla guida o se fate qualcosa che richiede la vostra attenzione.

Effetti collaterali della paroxetina

Ottenete assistenza medica di emergenza se disponete di uno qualsiasi di questi segni dovuti da una reazione allergica alla paroxetina: rash cutanei, orticaria, difficoltà respiratorie, gonfiore del viso, delle labbra, della lingua o della gola.

Segnalate eventuali nuovi sintomi o il peggioramento di essi, al vostro medico, come ad esempio: i cambiamenti di umore o di comportamento, ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno oppure se vi sentite impulsivi, irritabili, agitati, ostili, aggressivi, irrequieti, iperattivi (mentalmente o fisicamente), più depressi o avete pensieri di suicidio.

Chiamate il vostro medico se avete un grave effetto collaterale, come:

  • Dolore osseo insolito o tenerezza, gonfiore o lividi;
  • Ecchimosi, sanguinamento insolito (naso, bocca, vagina, o del retto), tosse con sangue;
  • Agitazione, allucinazioni, febbre, frequenza cardiaca veloce, riflessi iperattivi, nausea, vomito, diarrea, sensazione di instabilità, perdita di coordinazione, svenimento;
  • Rigidezza muscolare, febbre alta, sudorazione, confusione, veloce o irregolare palpitazione, tremori, riflessi iperattivi, sensazione di svenimento;
  • Ml di testa, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, debolezza, confusione, allucinazioni, svenimenti, convulsioni, respirazione superficiale o arresto di respiro
  • Grave reazione cutanea con febbre, mal di gola, gonfiore in faccia o nella lingua, bruciore agli occhi, dolore della pelle, seguita da una eruzione cutanea con rossore che si diffonde (soprattutto al viso o alla parte superiore del corpo) e provoca vesciche e desquamazioni.

Meno gravi effetti collaterali della paroxetina possono includere:

  • Leggero mal di testa, sonnolenza, vertigini, problemi di sonno (insonnia), sensazione di irrequietezza o nervoso;
  • Lieve nausea, costipazione, variazioni di peso;
  • Diminuzione del desiderio sessuale, impotenza o difficoltà ad avere un orgasmo
  • Secchezza delle fauci, sbadigli frequenti o un ronzio nelle orecchie.

Questa non è una lista completa degli effetti collaterali e che si possono verificare. Chiamate il vostro medico per consigli circa gli effetti collaterali.

Effetti collaterali nel dettaglio

Alcuni effetti collaterali di paroxetina non possono essere segnalati. Consultare sempre il proprio medico o uno specialista sanitario per un consiglio medico. È inoltre possibile segnalare gli effetti collaterali a FDA.

Per il consumatore

Si applica a paroxetina: sospensione orale, compresse per via orale, compressa a rilascio prolungato orale

Ottenere assistenza medica di emergenza se si dispone di uno qualsiasi di questi segni di una reazione allergica durante il trattamento con paroxetina: rash cutanei, orticaria, difficoltà respiratorie, gonfiore del viso, labbra, lingua o della gola.

Segnalare eventuali nuovi sintomi o peggioramento al tuo medico, come ad esempio: i cambiamenti di umore o di comportamento, ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno, o se si sente impulsivo, irritabile, agitato, ostile, aggressivo, irrequieto, iperattivo (mentalmente o fisicamente), più depressi, o pensieri di suicidio o male da soli.

Chiamate il vostro medico in una sola volta se si ha un grave effetto collaterale, come:

  • dolore osseo insolito o la tenerezza, gonfiore o lividi;
  • ecchimosi, sanguinamento insolito (naso, bocca, vagina, o del retto), tosse con sangue;
  • agitazione, allucinazioni, febbre, frequenza cardiaca veloce, riflessi iperattivi, nausea, vomito, diarrea, sensazione di instabilità, perdita di coordinazione, svenimento;
  • molto rigido (rigido) muscoli, febbre alta, sudorazione, confusione, veloce o irregolare palpitazione, tremori, riflessi iperattivi, sensazione di come si potrebbe svenire;
  • mal di testa, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, debolezza, confusione, allucinazioni, svenimenti, convulsioni, respirazione superficiale o arresto di respiro, o
  • grave reazione cutanea – febbre, mal di gola, gonfiore in faccia o della lingua, bruciore agli occhi, dolore della pelle, seguita da una eruzione cutanea rosso o viola che si diffonde (soprattutto del viso o parte superiore del corpo) e provoca vesciche e desquamazioni.

Meno gravi effetti collaterali della paroxetina possono includere:

  • leggero mal di testa, sonnolenza, vertigini, problemi di sonno (insonnia), sensazione di irrequietezza o nervoso;
  • lieve nausea, costipazione, variazioni di peso;
  • desiderio sessuale è diminuito, impotenza, o la difficoltà avere un orgasmo, o
  • secchezza delle fauci, sbadigliando, o un ronzio nelle orecchie.

Questa non è una lista completa degli effetti collaterali e gli altri si possono verificare. Chiamate il vostro medico per un consiglio medico circa gli effetti collaterali.

Per gli operatori sanitari

Si applica a paroxetina: sospensione orale, compresse per via orale, compressa a rilascio prolungato orale

Gastrointestinale

Uno studio su 26.005 utenti antidepressivi ha riportato 3,6 volte più alti episodi di sanguinamento gastrointestinale con l’uso di SSRI rispetto alla popolazione che non ha ricevuto farmaci antidepressivi. Sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore è stato osservato fino a 3,2 volte più frequentemente nei pazienti trattati con paroxetina.

Effetti indesiderati gastrointestinali sono spesso inclusi nausea (15% al ​​36%), secchezza delle fauci (4% al 36%), stipsi (dal 5% al ​​16%), diarrea (6% al 19%), aumento dell’appetito (3%), diminuzione (2% al 12%), flatulenza (4% a 8%), vomito (2% al 3%), disturbi dell’orofaringe (2%), alterazione del gusto (2%), gengivite (1%), e dispepsia (2% al 13%). Bruxismo, sanguinamento gastrointestinale, colite, disfagia, eruttazione, gastrite, gastroenterite, glossite, aumento della salivazione, emorragia rettale, stomatite ulcerativa, stomatite aftosa, diarrea sanguinolenta, bulimia, colelitiasi, duodenite, enterite, esofagite, fecaloma, incontinenza fecale, gomma emorragia, ematemesi, ileite, ileo, ostruzione intestinale, melena, ulcerazioni del cavo orale, ulcera peptica, peritonite, l’allargamento delle ghiandole salivari, scialoadenite, ulcera allo stomaco, stomatite, alterazione del colore della lingua, edema della lingua, perdita del gusto, e la carie dei denti sono stati riportati anche.

Del sistema nervoso

Corea è stata riportata in 13 pazienti. Una incidenza di corea verificato dopo una singola dose di paroxetina.

Grave ritardo psicomotorio e lo stupore sono stati riportati in un paziente.

Secondo il produttore, uno studio ha riportato che gli attacchi si è verificato nel 0,26% dei pazienti trattati con altri antidepressivi di uso comune.

In uno studio, la paroxetina è stato trovato per ridurre rapidi movimenti oculari (REM) del sonno, aumentare la latenza REM, risvegli aumentare e ridurre il tempo effettivo di sonno. Un altro studio ha trovato una diminuzione della quantità di sonno REM senza un effetto negativo sulla qualità del sonno soggettiva.

Quasi tutti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, serotonina misto / inibitori della ricaptazione della noradrenalina, e gli antidepressivi triciclici causare alterazioni del sonno in una certa misura. Questi antidepressivi hanno segnato effetti dose-dipendenti sui movimenti oculari rapidi (REM) del sonno, con conseguente riduzione della quantità totale di sonno REM durante la notte e ritardi il loro primo ingresso nel sonno REM (sonno REM maggiore latenza (ROL)), sia in soggetti sani e pazienti depressi. Gli antidepressivi che la serotonina funzione di incremento sembrano avere il massimo effetto sul sonno REM. La riduzione del sonno REM è maggiore all’inizio del trattamento, ma ritorna gradualmente ai valori basali durante la terapia a lungo termine, tuttavia, ROL rimane a lungo. Dopo la sospensione della terapia la quantità di sonno REM tende a rimbalzo. Alcuni di questi farmaci (ad esempio, bupropione, mirtazapina, nefazodone, trazodone, trimipramina) sembrano avere un effetto modesto o minimo sul sonno REM.

Effetti collaterali del sistema nervoso hanno spesso incluso sonnolenza (9% al 24%), vertigini (7% al 14%), insonnia (8% al 24%), tremore (4% al 11%), nervosismo (2% al 9% ), parestesia (1% al 4%), diminuzione della libido nei pazienti maschi e femmine (3% al 15%), sensazione di ‘drogato’ (2%), confusione (1%), alterazioni del sonno, sogni anormali (1% al 4%), difficoltà di concentrazione (2% al 4%), mioclono (1% al 3%), amnesia (1% al 2%), tremore (4% a 8%), ipertonia (2% al 3%) , e vertigini (2%). Pensiero anormale, abuso di alcool, atassia, distonia, discinesia, ipoestesia, ipocinesia, mancanza di coordinazione, paralisi, disturbi dell’andatura, acinesia, reazione antisociale, afasia, coreoatetosi, parestesia periorale, convulsioni, delirio, allucinazioni, disartria, sindrome extrapiramidale, fascicolazioni, grande male convulsioni, iperalgesia, meningite, mielite, nevralgie, neuropatie, nistagmo, neurite periferica, diminuzione dei riflessi, riflessi aumentati, stupore, torcicollo, trisma, discinesia tardiva, convulsioni, stato epilettico, sindrome serotoninergica, sintomi extrapiramidali (tra cui acatisia, bradicinesia, rigidità a ruota dentata , distonia e ipertonia), variazioni di rapid eye movement (REM) del sonno, corea, ritardo psicomotorio, e stupore sono stati riportati anche.

Psichiatrico

Altri antidepressivi comunemente utilizzati mania indotta nell’11% dei pazienti in uno studio.

Risultati aggregati degli studi clinici riferire allucinazioni in 22 dei 9.089 pazienti trattati con paroxetina e 4 di 3187 pazienti che hanno ricevuto placebo.

Effetti indesiderati psichiatrici hanno spesso incluso ansia (2% al 5%), agitazione (2% al 5%), depersonalizzazione (3%), depressione (2%), mancanza di emozioni (2%), e labilità emotiva. Euphoria, allucinazioni, ostilità, aumento della libido, nevrosi, reazione paranoica, reazione antisociale, deliri, la tossicodipendenza, l’isteria, maniaco-depressivo di reazione, depressione psicotica, e psicosi. Mania è stata riportata in fino al 2% dei pazienti bipolari.

Dermatologica

Sette casi di alopecia sono stati segnalati. In tutti i casi, la perdita di capelli è stato finalmente reversibile.

Un caso di vasculite cutanea leucocitoclastica è stata riportata dopo il trattamento con paroxetina. Il paziente inizialmente ha sviluppato le lesioni dopo il trattamento con escitalopram. Le lesioni scomparso una settimana dopo la sospensione di escitalopram e ricomparse in seguito a rechallenge. Quando il paziente è stato acceso alla paroxetina una reazione simile si è verificato.

Effetti indesiderati dermatologici hanno spesso comprendevano sudorazione (dal 5% al ​​34%), rash (2% al 3%), fotosensibilità (2%), eczema (1%), e prurito. L’acne, alopecia, dermatite da contatto, pelle secca, ecchimosi, herpes simplex, orticaria, eritema nodosus, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, dermatite da funghi, foruncolosi, herpes zoster, irsutismo, rash maculopapulare, seborrea, decolorazione della pelle, ipertrofia cutanea, ulcere cutanee, ridotta sudorazione, rash vescicolobolloso, e necrolisi epidermica tossica sono stati riportati anche. Due casi di vasculite cutanea sono stati riportati anche. Effetti indesiderati dermatologici post-marketing riportati hanno incluso la sindrome di Stevens-Johnson.

Genito-urinario

Non ci sono dati clinici controllati riguardanti la disfunzione sessuale con l’uso paroxetina.

Ci sono diverse segnalazioni di priapismo associati con l’uso paroxetina. Nei casi in cui è stato riportato il risultato, tutti i pazienti pienamente recuperato.

Effetti collaterali genito-urinario riportati nei maschi hanno incluso disturbi dell’eiaculazione (13% al 28%), impotenza (2% al 9%), e priapismo. Effetti collaterali genito-urinario riportati nelle femmine hanno incluso anorgasmia, disturbi dell’orgasmo, dismenorrea, eclampsia, disturbi mestruali (2%), vaginite (2%), amenorrea, menorragia, l’aborto, disturbi dell’endometrio, l’allattamento femminile, leucorrea, mastite, salpingite, spasmo uterino , emorragia vaginale, metrorragia, e candidosi vaginale. Infezioni del tratto urinario (3%), disfunzioni sessuali, frequenza urinaria, disturbi urinari, difficoltà di minzione, esitazione urinaria, dolore al seno, atrofia del seno, aumento del seno, fibrocistica del seno, cistiti, disuria, ematuria, nicturia, poliuria, piuria, incontinenza urinaria , ritenzione urinaria, urgenza urinaria, epididimite, calcolosi renale, dolore ai reni, nefrite, oliguria, uretrite, cilindri urinari, e urolith sono stati riportati anche.

Cardiovascolare

Gli effetti sulla pressione sanguigna sono stati segnalati per essere incoerente.

Effetti indesiderati cardiovascolari sono spesso incluse palpitazioni (2% al 3%), vasodilatazione (2% al 4%), ipertensione (2%), e la tachicardia (compresi torsione di punta). Bradicardia, ematoma, ipotensione, ipotensione posturale, sincope, angioedema, angina pectoris, aritmia nodale, fibrillazione atriale, blocco di branca, ischemia cerebrale, accidente cerebrovascolare, insufficienza cardiaca congestizia, blocco cardiaco, bassa gittata cardiaca, infarto miocardico, ischemia miocardica, flebite , extrasistoli sopraventricolari, tromboflebite, trombosi, vene varicose, tachicardia sopraventricolare, mal di testa vascolare, sindromi vasculitiche (compresi Henoch-Schonlein), extrasistoli ventricolari e fibrillazione ventricolare sono stati riportati anche.

Endocrino

Paroxetine iponatriemia indotta può essere più comune negli anziani pazienti di sesso femminile e quelli che sono volume esaurito o stanno ricevendo terapia concomitante con diuretici.

Effetti collaterali endocrini hanno incluso il diabete mellito, gozzo, ipertiroidismo, ipotiroidismo e tiroidite. Iperprolattinemia, iponatremia e la sindrome da inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH) sono sempre più associati a inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina tra paroxetina. Un caso di grave pericolo di vita iponatriemia in un paziente trattato con paroxetina è stato riportato.

Ematologici

Il meccanismo di paroxetina indotta sanguinamento possono essere correlati a farmaco-indotta disfunzione piastrinica.

Effetti indesiderati ematologici hanno incluso anemia, leucopenia, linfoadenopatia, porpora, eritrociti anomali, basofilia, aumento del tempo di sanguinamento, eosinofilia, anemia ipocromica, anemia da carenza di ferro, leucocitosi, linfedema, linfociti anomali, linfocitosi, anemia microcitica, monocitosi, anemia normocitica, trombocitemia, trombocitopenia, anemia emolitica, e gli eventi legati alla ematopoiesi deteriorate (tra cui anemia aplastica, pancitopenia, aplasia del midollo osseo, e agranulocitosi). Diversi casi sono stati segnalati anche suggerendo che la paroxetina può causare emorragie in pazienti con normali tempi di sanguinamento, la conta piastrinica, i tempi di protrombina, e tempi di tromboplastina parziale.

Altro

Una sindrome da astinenza, simile a quello visto in altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, è stato riportato. Recenti studi clinici da parte del produttore riportato casi di ritiro di essere seri nello 0,3% dei pazienti che hanno interrotto la terapia con compresse a rilascio controllato paroxetina. Pazienti che interrompono paroxetina si sono lamentati di vertigini, sensazione di testa vuota, instabilità dell’andatura, malessere, mialgia, insonnia centrale, nausea, vomito, diarrea e / o fenomeni visivi (simile a quello associato con l’emicrania) durante l’astinenza. Due casi di sindromi comportamentali tra cui aggressivi grave e suicida impulsività in seguito al ritiro paroxetina sono stati segnalati. Un caso di recesso ipomania è stata riportata. Un caso di unilaterale intorpidimento del viso con offuscata la visione periferica è stata riportata anche al momento della revoca.

In una revisione retrospettiva di 352 pazienti che sono stati sotto la supervisione durante assottiglia e l’interruzione del reuptake della serotonina inibitori, capogiri, sonnolenza, parestesia, nausea, sogni vividi, irritabilità, e abbassò l’umore sono i sintomi più comuni riportati. Pazienti con almeno un sintomo qualitativamente nuovo stati definiti nel gruppo paroxetina al tasso del 17,2%.

I pazienti devono essere monitorati per i sintomi quando si interrompe il trattamento. Una riduzione graduale del dosaggio, piuttosto che l’interruzione improvvisa di una terapia si raccomanda, quando possibile. Se si presentano sintomi intollerabili dopo la sospensione della terapia, poi la ripresa della dose precedente possono essere prese in considerazione. Successivamente, la sospensione della terapia può essere revocato in maniera più graduale.

Altri effetti indesiderati sono spesso sono stati: cefalea (15% al ​​27%), astenia (14% al 22%), infezioni (6% all’8%), dolore addominale (4% al 7%), dolore toracico (3%), dolore alla schiena (3% al 5%), brividi (2%), emicrania (1%), e trauma (3% a 8%). Edema facciale, sindrome di astinenza, malessere, dolore al collo, la sindrome adrenergici, cellulite, candidosi, rigidità del collo, dolore pelvico, sepsi, ulcera, dolore alle orecchie, tinnito, otite media, sordità, pallore, iperacusia, otite esterna, parosmia, sindrome di Guillain-Barre sindrome, e la sindrome maligna da neurolettici come reazione.

Renale

Effetti indesiderati renali hanno incluso insufficienza renale acuta.

Respiratorio

Effetti collaterali respiratori sono spesso inclusi disturbo respiratorio (7%), sinusite (4% a 8%), sbadiglio (2% al 5%), rinite (3% al 4%), aumento della tosse (1% al 2%), bronchite (1% al 2%) e faringite (4%). Asma, dispnea, epistassi, iperventilazione, polmonite, influenza respiratoria, enfisema, emottisi, singhiozzo, fibrosi polmonare, edema polmonare, embolia polmonare, aumento dell’espettorato, stridore, porfiria, laringismo, e l’alterazione nella voce sono stati riportati anche.

Ipersensibilità

Effetti collaterali di ipersensibilità hanno incluso reazioni allergiche in un massimo di 2% dei pazienti inclusi alveolite allergica e anafilassi.

Epatico

Effetti collaterali epatici hanno incluso un caso di epatotossicità grave con ittero. Epatite e alterazione dei test di funzionalità epatica sono stati riportati raramente.

Il produttore dichiara che i pazienti clinici controllati con placebo nei trial trattati con paroxetina esperti valori anomali nei test di funzionalità epatica ad un tasso uguale o inferiore a quella riportata nei pazienti trattati con placebo. Tuttavia, ci sono state segnalazioni post-marketing di pazienti che sviluppano elevati delle transaminasi sieriche con conseguente disfunzione epatica grave, così come, alcuni casi di test di funzionalità epatica elevati con conseguente morte secondaria a necrosi epatica.

Oculare

Effetti indesiderati oculari hanno spesso incluso offuscamento della vista (4%), anomalie di alloggio (2%), e la visione anormale (dal 2% al 5%). Congiuntivite, dolore agli occhi, cheratocongiuntivite, midriasi, ambliopia, anisocoria, blefarite, cataratta, edema congiuntivale, ulcera corneale, diplopia, esoftalmo, emorragia oculare, glaucoma, cecità notturna, fotofobia, ptosi, emorragia retinica, neurite ottica, e effetto di campo visivo hanno stati riportati anche.

Muscoloscheletrico

Effetti collaterali muscoloscheletrici sono spesso inclusi miopatia (2%), mialgia (2% al 5%), miastenia (1%), e artralgia (2%). Artrite, artrosi, borsite, miosite, l’osteoporosi, spasmo generalizzato, tenosinovite, e tetania sono stati riportati anche. Un singolo caso di bruxismo è stato riportato. Segnalazioni post-marketing hanno incluso sindrome delle gambe.

In uno studio utilizzando i dati sanitari dalla provvidenza di Ontario, Canada revisione 8239 pazienti trattati per le fratture dell’anca, L’odds ratio aggiustato per la frattura dell’anca è stata del 2,4 per l’esposizione agli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (tra cui fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina), rispetto ai partecipanti che non avevano esposizione agli antidepressivi.

Metabolica

Studi controllati riportato una perdita media di peso di circa 1 libbra per paziente rispetto a piccoli cambiamenti rilevati con placebo.

I risultati di uno studio sembrano indicare che il trattamento con inibitori selettivi del reuptake della serotonina (ad esempio, paroxetina, sertralina, citalopram) può causare un aumento del colesterolo sierico totale, colesterolo HDL, e / o colesterolo LDL. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati.

Numerosi casi di iponatriemia sono stati riportati in seguito al trattamento con un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI). I fattori di rischio per lo sviluppo di iponatriemia associata a SSRI quali l’età avanzata, il sesso femminile, l’uso concomitante di diuretici, basso peso corporeo, e più bassi livelli di sodio al basale sono stati identificati. L’iponatriemia tende a svilupparsi entro le prime settimane di trattamento (range da 3 a 120 giorni) e si risolve in genere entro 2 settimane (range da 48 ore a 6 settimane) dopo la terapia è stata interrotta con alcuni pazienti che richiedono un trattamento. Il meccanismo proposto per lo sviluppo di iponatriemia comporta la sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) con rilascio di ormone antidiuretico.

Effetti collaterali metabolici hanno spesso incluso aumento di peso (3%) e perdita di peso (1%). Edema, edema periferico, sete, bilirubinemia, disidratazione, gotta, ipercalcemia, ipercolesterolemia, iperglicemia, iperkaliemia, iperfosfatemia, ipocalcemia, ipoglicemia, ipokaliemia, iponatriemia, porfiria, e chetosi sono stati riportati anche. Inoltre, un aumento dei livelli di SGOT, SGPT, fosfatasi alcalina, azotemia, creatinina fosfochinasi, gammaglobuline, lattico deidrogenasi, e azoto non proteico (NPN) sono stati segnalati. Un aumento del colesterolo nel siero è stato riportato in seguito all’uso di paroxetina.

Generale

Effetti indesiderati generali, tra cui sanguinamento anomalo sono stati segnalati.

Dosaggio Informazioni Paroxetina

Solito Paroxetina Dose per adulti per la depressione:

Compresse a rilascio immediato e la sospensione:

Dose iniziale: 20 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: da 20 a 50 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito in morning.w
Cambiamento Dosaggio: La dose può essere aumentata con incrementi di 10 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana.

Compresse a rilascio prolungato:

Dose iniziale:
Pazienti mai trattati con la paroxetina: 25 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Conversione: 30 mg di paroxetina rilascio immediato corrisponde a 37,5 mg compresse a rilascio prolungato.
Dose di mantenimento: La dose iniziale può essere aumentata fino ad un massimo di 62,5 mg al giorno.
Cambiamento Dosaggio: La dose può essere aumentata con incrementi di 12,5 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana.
Attenzione: compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere e non masticate o frantumate.

Solito dose di paroxetina per adulti, per l’ansia:

Compresse a rilascio immediato:

Dose iniziale: 20 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: dosi fino a 60 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Cambiamento del dosaggio: La dose può essere aumentata con incrementi di 10 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana.

Compresse a rilascio prolungato:

Dose iniziale: 12,5 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: La dose iniziale può essere aumentata con incrementi di 12,5 mg a settimana, fino ad un massimo di 37,5 mg al giorno.
Modificare il dosaggio: Può avvenire ad intervalli di almeno una settimana.
Attenzione: le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere non masticatele o frantumatele.

Solito dose di paroxetina per adulti, per il disturbo di panico:

Compresse a rilascio immediato:

Dose iniziale: 10 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: 40 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino. Dosi fino a 60 mg per via orale una volta al giorno al mattino possono essere utilizzate.
Modificare il dosaggio: incrementi di 10 mg per giorno ad intervalli di almeno una settimana.

Compresse a rilascio prolungato:

Dose iniziale: Paroxetine pazienti naive: 12,5 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: La dose iniziale può essere aumentata in incrementi di 12,5 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana, per un massimo di 75 mg al giorno.
Attenzione: le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere, non masticatele o non frantumatele.

Solito dose di paroxetina per adulti, per il disturbo disforico premestruale:

Compresse a rilascio prolungato:

Iniziale: 12,5 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino o in alternativa, 12,5 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino durante la fase luteale del ciclo mestruale (i 14 giorni prima per l’avvio anticipato delle mestruazioni).
Manutenzione: dosi fino a 25 mg una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino, hanno dimostrato di essere efficaci negli studi clinici. L’efficacia per un periodo superiore a 3 cicli mestruali non è stata valutata in studi clinici controllati. Tuttavia, è ragionevole considerare un prolungamento della terapia se il paziente risponde.
Modificare il dosaggio: può attuarsi ad intervalli di almeno una settimana.
Attenzione: le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere, non masticatele o frantumatele.

Solito dose di paroxetina per adulti, per il disturbo ossessivo-compulsivo:

Compresse a rilascio immediato:

Dose iniziale: 20 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: 40 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino. Dosi fino a 60 mg per via orale una volta al giorno al mattino possono essere utilizzate.
Cambiamento del dosaggio: la dose può essere aumentata con incrementi di 10 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana.

Solito dose della paroxetina per adulti, per il disturbo post traumatico da stress:

Compresse a rilascio immediato:

Dose iniziale: 20 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Dose di mantenimento: da 20 a 50 mg per via orale una volta al giorno con o senza cibo, di solito al mattino.
Cambiamento dosaggio: la dose può essere aumentata con incrementi di 10 mg al giorno ad intervalli di almeno una settimana.

Quali altri farmaci possono incidere sulla paroxetina?

Le medicine per le allergie, i sedativi, i sonniferi, quelle per il rilassamento muscolare e la medicina per la crisi di ansia, possono aggiungere la sonnolenza agli effetti collaterali della paroxetina. Informate il medico se state utilizzando regolarmente uno di questi farmaci, o qualsiasi altro antidepressivo.

Chiedete al vostro medico prima di prendere un farmaco anti-infiammatorionon steroideo (FANS) per il dolore, artrite, febbre, o gonfiore. Questo include l’aspirina, ibuprofene (Advil, Motrin), naproxene (Aleve, Naprosyn, Naprelan, Treximet), celecoxib (Celebrex), diclofenac (Cataflam, Voltaren), indometacina (Indocin), meloxicam (Mobic), e altri. L’assunzione di un FANS con la paroxetina può causare formazione di lividi o emorragie.

Molti farmaci possono interagire con la paroxetina. Di seguito è riportato un elenco parziale. Informate il medico se state utilizzando:

  • uUn anticoagulante come il warfarin (Coumadin, Jantoven);
  • Cimetidina (Tagamet);
  • Fentanil (Abstral, Actiq, Duragesic, Fentora, Onsolis);
  • Fosamprenavir (Lexiva) o ritonavir (Norvir, Kaletra);
  • Erba di San Giovanni;
  • Tamoxifene (Nolvadex, Soltamox);
  • Teofillina (Elixophyllin, Theo-24, Theochron, Uniphyl);
  • Tramadolo (Ultram, Ultracet);
  • Triptofano (chiamato anche L-triptofano);
  • Farmaco per problemi al cuore come la digossina (digitale, Lanoxin), chinidina (Quin-G), procainamide (Pronestyl), disopiramide (Norpace), flecaininde (Tambocor), mexiletina (Mexitil), propafenone, (Rythmol), e altri;
  • Qualsiasi altro antidepressivo come amitriptilina (Elavil, Vanatrip, Limbitrol), citalopram (Celexa), desipramina (Norpramin), doxepin (Sinequan), fluoxetina (Prozac, Sarafem, Symbyax), nortriptilina (Pamelor), sertralina (Zoloft), e altri ;
  • Medicine per il trattamento dei disturbi psichiatrici, come clorpromazina (Thorazine), flufenazina (Permitil, Prolixin), aloperidolo (Haldol), litio (Lithobid, Eskalith), perfenazina (Trilafon), o risperidone (Risperdal);
  • Almotriptan (Axert), frovatriptan (Frova), sumatriptan (Imitrex, Treximet), naratriptan (Amerge), rizatriptan (Maxalt), o zolmitriptan (Zomig).

Questo elenco non è completo e altri farmaci possono interagire con la paroxetina. Informate il medico su tutti i farmaci in uso. Ciò include quelli da prescrizione, i prodotti da banco, le vitamine e le erbe. Non iniziate ad assumere un nuovo farmaco senza dirlo al medico.